La storia del basket - baskestorywebtv

Cerca
Vai ai contenuti

Menu principale:

CHI SIAMO
Naismith nacque ad Almonte, un villaggio situato a circa 65 chilometri ad ovest di Ottawa[6], nella provincia canadese dell'Ontario; era il primogenito di una famiglia di immigrati scozzesi trasferitisi oltreoceano nel 1852[18]: John Naismith e Margaret Young[9]. Il suo nome alla nascita era James; solamente in seguito lo stesso Naismith adottò la A come iniziale di secondo nome[19]. Era noto inoltre con il soprannome "Jim"[5]. I suoi fratelli si chiamavano Annie (nata nel 1858[20]) e Robert (nato nel 1866[5])[21].

James Naismith iniziò a frequentare la scuola di Almonte, ma già all'età di 7 anni si trasferì con la famiglia a Grand Calumet Island, un piccolo villaggio del Québec sul fiume Ottawa, dove il padre aveva aperto una segheria. Nel 1870 divenne orfano di entrambi i genitori, che morirono in seguito ad una febbre tifoide: il padre perì il 19 ottobre, la madre il 6 novembre. I tre fratelli Naismith crebbero allora con lo zio materno Peter Young e la nonna materna (che sarebbe morta il 3 febbraio 1873, in una fattoria a Bennies Corners nei pressi di Almonte.
Negli anni universitari visse le prime esperienze sportive. Influenzato dal professore di educazione fisica Frederick Barnjum, iniziò a frequentare la palestra e ad esercitarsi con la ginnastica. Nell'autunno del 1884 scoprì il football americano: mentre assisteva ad un allenamento della squadra universitaria, uno dei giocatori si ruppe il naso; il capitano Sack Elder cercò un volontario tra gli spettatori ed il solo Naismith si fece avanti, pur non avendo mai giocato a football prima di allora. Dopo la partita lo stesso Elder chiese a Naismith la disponibilità per sostituire il giocatore infortunato anche in occasione dell'incontro ufficiale susseguente; Naismith accettò, e da quel giorno divenne giocatore della squadra per i sei anni successivi
Fu allo Springfield College che il dottor Luther Halsey Gulick, responsabile del corso di educazione fisica, chiese a Naismith di cercare qualcosa che potesse distrarre e divertire gli studenti durante le lezioni invernali di ginnastica, che si tenevano al coperto a causa del rigido inverno. In particolare Gulick lo incaricò di inventare un gioco di facile apprendimento da disputare indoor, con poche occasioni di contatto, e che non incidesse troppo sulle casse dell'economato.

Nel suo tentativo di idearne uno nuovo, Naismith si ispirò ad un gioco che aveva conosciuto da bambino in Ontario, chiamato "Duck-on-a-rock" (in italiano: "anatra su una roccia"), il cui fattore cruciale era il tiro a parabola di un sasso. Pensò inoltre ad alcuni giochi antichi, come l'azteco Tlachtli ed il maya Pok-Ta-Pok; analizzò poi gli sport di squadra più in voga all'epoca (football americano, rugby, lacrosse, calcio).
Le tredici regole vennero pubblicate sul The Triangle il 15 gennaio 1892: nacque così ufficialmente il nuovo gioco del basket ball (in italiano: palla al cesto).
Naismith organizzò la prima partita ufficiale l'11 marzo 1892 (secondo alcuni si giocò il 2 marzo). Fu un incontro disputato tra una squadra di docenti ed una di studenti; vinsero i primi con il risultato di 5-1.
Da quel momento in avanti ci fu una crescita esponenziale sia per quanto riguarda tutti coloro che la praticavano che in termini di visibilita' ,col passare degli anni  la pallacanestro divenne sempre piu popolare e addirittura
fu aggiunta al programma olimpico in occasione delle Olimpiadi estive di Berlino 1936; in precedenza vi era stato un torneo di pallacanestro in contemporanea alle Olimpiadi di St. Louis 1904, non riconosciuto ufficialmente dal CIO.
Proprio in occasione dei Giochi di Berlino, Naismith alzò la prima storica palla a due del Torneo olimpico; consegnò la medaglia d'oro agli Stati Uniti e fu nominato presidente onorario della Federazione Internazionale Pallacanestro.
Tutto sembrava proseguire nel modo giusto,ma dalla sua fondazione in molti vedevano questo sport come uno sport solo per gente di grossa taglia fisica  e per giunta noioso in virtu' di alcune regole  che ne limitavano lo spettacolo e la crescita in termini di gioco e  visibilita'. E' questo problema si accentuo' ancora di piu negli anni 50 dopo la nascita della NBA il primo campionato professionistico americano,una regola in particolare rendeva il gioco lento e monotono con squadre che speculavano sui punteggi pur di raggiungere la vittoria col minimo sforzo e senza correre grossi rischi...ogni squadra una volta entrata in possesso della palla poteva gestirla a suo piacimento senza limiti di tempo,questo porto' molti team a giocare spesso gli ultimi tempi delle partite senza mai tirare o prendere iniziative,col risultato che quello che sembrava essere lo sport del futuro divenne presto un autentico incubo per gli spettatori paganti.
L'interesse calava a vista d'occhio , i palazzetti  erano semi deserti, gli incassi ovviamente calarono drasticamente,in termini di botteghino e pubblicita'...ma il rischio maggiore era propio  la sopravivivenza e la credibilita' del basket.
Ma proprio quando la pallacanestro sembrava sull'orlo del baratro...avvenne quello che non ti aspetti,fu un italoamericano l'uomo della svolta,un certo Danny Biasone  che nei primi anni 50 aveva acquistato i National Syracuse.
La sua idea fu quella  di limitare ogni possesso di palla a 24", in pratica ogni  volta  che una squadra  entrava in possesso della sfera aveva 24" per andare al tiro, se questo non avveniva il possesso della palla passava automaticamente alla squadra avversaria.
Fu la mossa decisiva che probabilmente ha salvato il basket da un sicuro fallimento,le partite cominciavano ad essere divertenti con continui cambi di fronte e tanti tiri,canestri e gesti atletici che ne innalzavano la spettacolarita',la gente si era di nuovo innamorata del basket,i palazzetti ricominciarono a riempirsi,il prodotto basket cominciava a prendere quella forma sperata anche in termini di bussiness,coi bottegghini sempre pieni e con la pubblicita'  altro valore aggiunto per i club.
Il resto e' storia recente ...potremmo stare qui a raccontarvi mille storie inedite su questo fantastico sport,ma ci fermiamo qui...da quella fantastica idea di Danny Biasone la pallacanestro ha avuto una crescita impetuosa a livello mondiale,con l'avvento ovviamente anche in Europa  prinicipalmente in  Francia,Italia,Inghilterra,Spagna per poi diffondersi in tutto il vecchio continente a macchia d'olio...tutto il resto adesso lo potete scoprire su BASKET STORY WEB TV per rivivere insieme tutte le emozioni e le gesta dei campioni e dei team che hanno scritto pagine di sport che rimarrano indelebili nella nostra memoria...cosa dire non ci resta che dirvi buon basket e buona navigazione...




 
Copyright 2016. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu